fiorisce la danza

Bassa è la mia terra,

dura è la mia terra,

dolcemente si sgretola col lavoro delle mie mani…..

una dedica alle iniziative che stiamo per intraprendere..

Iniziative che la Pressapocoband dedica interamente alla riscoperta dei nostri luoghi:

Ricordiamo : Domenica 10 Maggio alle ore 16 presso il Mulino Scodellino a Castelbolognese (antico mulino della comunità castellana) balli popolari dedicati ed in collaborazione con il Comitato dei genitori delle scuole primarie..animazione coi balli popolari suonati dalla Pressapoco band

Domenica 17 Maggio ore 18  presso Tebano davanti alla chiesa, balli popolari dedicati alla iniziativa dei produttori locali balli con la Pressapocoband..

 

Che il cielo sia clemente con la sua comunità!!!   Vi aspettiamo tutti…

Digressione

Dedicato a chi oggi si affaccia al mondo dei balli popolari di cultura Mediterranea Un bignami delle danze più conosciute:

1 Dan’s Freilach – il freylehk (in lingua yiddish significa allegro, vivace) è un genere di melodia e di danza fra i più popolari nella cultura yiddish, ha un andamento che parte lento per poi esplodere in una veloce e allegra melodia, con gli strumenti che si rincorrono e dialogano fra loro.

2 Bein rebens sideh “al banchetto del rabbino” è un brano kelzmer suonato in occasione dei matrimoni.

3 Kleizmer tradizionale chassidico. E’ una danza di Yo’av Ashriel. Nato nel kibbutz di Ramat, Ashriel proviene da una famiglia di scrittori. Da giovanissimo s’interessa di musica e inizia a suonare la fisarmonica per gli spettacoli organizzati dal kibbutz. Nel 1947 è inviato, quale rappresentante, al primo seminario per insegnanti di danze popolari tenuto da Gurit Kadman. Grazie all’incoraggiamento della Kadman, Ashriel si dedicherà alla danza popolare. Trasferitosi a Tel Aviv, si sposa e inizia ad insegnare e a creare le sue prime danze.

4 Meron. Musica Kleizmer prende il nome dal Monte Meron n Israele, 1.208 metri sul livello del mare. E’ la montagna più alta entro i confini internazionalmente riconosciuti dello Stato di Israele. Qui si trova la tomba del Rabbino Yochai di Shimon, saggio dell’era Mishnaica, ribelle contro Roma e autore dello Zohar. La tomba del Rabbino Shimon è una grande attrazione per i pellegrini ebrei, specialmente durante Lag Ba’omer , festività ebraica, che cade il 33° giorno dell’Omer, quando decine di migliaia di persone affluiscono a Meron per pregare e celebrare, alcuni accampandosi per i giorni. Un’esperienza che va oltre il confine della multiculutralità. 10 giovani di diverse religioni e provenienze vivono per un anno insieme nel Kibbutz di Monte Meron in Israele, segno che la pace e la convivenza per quanto difficili sono possibile. .

5 Al hasela’ in ebraico significa “sulla roccia”. Musica tradizionale, in stile del nigun. Che per la tradizione musicale klezmer è un canto senza parole, riservato agli uomini, considerato la massima espressione della musica e della preghiera chassidica. Si canta Al hasela ha, all’hasela haha, yetzu mayim, Ay, ay, ayi, lidda, ela, elai, ililai, aililai, ay, yai, yai (sulla roccia uscirà acqua. La canzone rimanda al miracolo dell’acqua che sgorgò dalla roccia durante il cammino del popolo d’Israele nel deserto, in fuga dall’Egitto.)

6 Hava Nagila (Rallegriamoci” in italiano) è una canzone popolare ebraica. Ispirata ad una melodia popolare ucraina della Bucovina, la canzone è stata composta dal musicologo Abraham Zevi Idelsohn nel 1918 per celebrare la vittoria inglese in Palestina al termine del primo conflitto mondiale in occasione della Dichiarazione Balfour.

7 Mechol Ovadya Brano tradizionale ebraico il cui titolo significa ‘Mechol servitore di Dio’. Tipica ritmicità della musica ebraica yemenita.

8 Shara Long, una canzone con una dolce melodia tipica della tradizione sefardita. L’amore non corrisposto come incomprensione linguistica? Incomprensioni linguistiche (e non), questa canzone popolare di origine turca fu riciclata all’inizio del ventesimo secolo in diverse versioni, quasi tutte con la medesima storia. Da raccontare il dramma dell’immigrazione e dell’incomprensione linguistica e culturale, divenne il racconto “comico” di un amore impossibile. Il testo cabarettistico è un mix di spagnolo, arabo, italiano, yiddish, ebraico, inglese, francese e “maccaronico”.

9 Tzadik katamar La danza si basa su un testo biblico: “L’uomo onesto fiorirà come una palma e crescerà alto e dritto come un cedro del Libano” (Salmo 92-12/13). La leggenda racconta che Dio collocò una palma nel centro del Paradiso e questa danza rappresenta i due possibili cammini per arrivarci. Il cammino del saggio e il cammino dello stolto. Il cammino del saggio è semplice. Egli avanza decisamente e simula con il corpo il movimento della palma, alza le braccia e con le palme delle mani aperte oscilla verso entrambi i lati. Il cammino dello stolto è complesso, prima incrocia i piedi, poi fa un giro, piega il busto verso entrambi i lati, e termina anche lui col movimento della palma. Il movimento della danza è simbolico: mostra due volontà che percorrendo due differenti cammini raggiungono la stessa meta.

10. Ale Brider un canto popolare delle comunità ebraiche di lingua yiddish dei primi del ‘900 il cui testo invita alla fratellanza di tutte le genti Per noi, tutti sono fratelli, Oy, oy, tutti fratelli, E cantano felicemente canzoni, Oy, oy, oy, Noi rimaniamo insieme, sempre uniti, Prendendoci cura l’uno dell’altro, Noi siamo felici e brillanti, Cantiamo e danziamo sempre.

11 Debka kafrit (la debka del villaggio) La debka è una danza originaria del Libano, dov’è chiamata dabka, che contiene elementi di tutta l’area del Mediterraneo mediorientale. Diffusa particolarmente nel nord, è presente anche in Israele, Siria e in minor misura in Giordania. In origine si trattava di una danza in fila, ballata sia da uomini sia da donne, utilizzata in circostanze diverse: in occasioni di feste familiari o contadine, e anniversari. Gli elementi essenziali sono l’energia dei movimenti, che dà forza al gruppo, e l’importanza della variazione dei passi base. Ci sono tantissime debke, ognuna con un nome differente, il repertorio israeliano ne conta circa 140.

12 Hashual La parola ebraica “ha’shual” significa “la volpe”. Il testo racconta di una volpe, che entra in una vigna, ruba un grappolo d’uva e fugge col suo bottino. La coreografia originaria della danza è stata sviluppata da Rivka Sturman ed è stata presentata per la prima volta nel 1965. Rivka Sturman, coreografa ebrea, ha danzato fino a 90 anni!

13 Sadegurer ciutad un brano della tradizione klezmer europea che l’orchestra di Abe Schwarz ha inciso a New York nel 1913 e che è eseguito nella versione originale.

14 Zemer Atik-Tanz tanz Melodia antica, noi canteremo insieme un canto antico e la canzone continuerà nel tempo e le nostre tende si reimpiranno di gioia mentre canteremo questo canto antico.

15 Vehaya ke’etz shatul (Sarò come un albero piantato). L’uomo giusto, che segue la Legge del Signore, è paragonato a un albero piantato vicino a un corso d’acqua.

16 Vedavid yefe einayim Parla degli occhi belli di David un pastore e rimanda ad un canto biblico di Samuele.

17 Sulam Yaakov La scala di Giacobbe La danza presenta una serie di movimenti che cercano di riprodurre l’andare e venire degli angeli i quali, nel sogno di Giacobbe, salgono e scendono la scala che unisce il cielo alla terra (Gn 28,12-19.)

18 Brachatz è un brano allegro tipico della tradizione klezmer, un saluto gioioso per chiudere il concerto. BREVE BIOGRAFIA DELLA FANFARA ZIGANKA Il Gruppo inizia l’avventura musicale nel 2003 e dopo qualche mese di doveroso rodaggio e di piccole esibizioni nella provincia di Verona partecipa al Ferrara Busker’s Festival. Da allora è stato un crescendo di successi con esibizioni in Italia e all’estero. Nel 2006 ha vinto a Casnigo (Bg) le selezioni per il concorso “suonare folkest” (www.folkest.com) Nel 2008 e nel 2009 oltre due importanti concerti, a Pantelleria e in Svizzera, ha partecipato a Isola Folk e Reno Folk, al festival di Borgonsonoro e ad altri importanti festival di folk italiano. Nel 2010 al Gran Bal Trad di Vialfrè e poi in Sicilia per un concerto a Caltagirone e nel 2011 a Vicenza per la Giornata Europea della Cultura Ebraica.

…pare che “Bella Ciao” già si suonasse a New York negli anni ’20, è stata, infatti, rintracciata una versione di un’incisione del 1919 di Mishka Ziganoff (c’è chi sostiene fosse ebreo, chi uno zingaro cristiano), originario di Odessa, frequentavi gli ambienti musicali ebraici e parlava perfettamente l’yiddish. E’ una musica che va oltre le mode, oltre il tempo, qualcosa che continua a piacere, ad emozionare, qualcosa di legato alle tradizioni ebraiche, qualcosa di importante che trasmette grande intesa emotiva, seguendo un raffinato processo attraverso il quale si penetra l’anima di chi l’ascolta.

Digressione

in pullman con la Pressapocoband..

A chi ci ha chiesto dove vogliamo andare col pullman, rispondiamo che la nostra meta è il viaggio.
Noi cerchiamo il piacere del rapporto spontaneo con la gente ,la gioia del donare e
la gioia dello scoprire…

Il viaggio:

Come in un sogno: ore 18,15 ci ritroviamo appena usciti dalla nostra quotidianità abituale, qualcuno però è in ritardo, nonostante i richiami della sveglia di turno e così attendiamo
avvolti nei nostri indumenti,con la speranza di portarci  appresso il tepore della nostra urbana civiltà.
Si percorrono zig zagando strade che tagliano una pianura  avvolta da una luce oramai evanescente ma ancora intrisa dalle ultime abbondanti piogge.
Il luogo della  performance che ci attende, è nella bassa, nascosto
Fra  i dedali degli argini del Senio e quelli del Santerno che disegnano una terra
Atavica, nutrita di battaglie fra umani e da acque che scorazzavano libere e che morivano
Nei remoti acquitrini circostanti.
Ci viene incontro la meta e già la moltitudine calca la scena ansiosa di propiziare l’ antico rito.
Un cumulo di sterpi è pronto ad accendersi dando così il via al grande falò.
Alcuni ,già entrati nella parte, attendono il via giocando ad un antico gioco di cortile.
Il nostro “palco” è un capanno di canne che ricorda storicamente una povera dimora simbolo di questi luoghi.
Un antro che quasi possiede un fascino di antica magia evocata anche  dalle luci rossastre che illuminano spettralmente l’arena,delimitata da balle di paglia che servono pure come panchine.
Intrisi in una salamoia di un’ atmosfera umida e fredda la magia si accende…
I nostri strumenti prendono voce,le persone sconosciute si prendono per mano,gli amici si incontrano .
Fuori il falò si consuma, e le ultime  faville dispettose  e scoppiettanti  accompagnano i  ballerini ammaliati…

E l’energia lenta si spegne e

Il freddo ci scuote.

E’ ora di rientrare, rimane a scaldarci il dolce sapore
Delle chiacchiere alla marmellata ed il sottile piacere di questi nuovi incontri…
il pullman riparte.. Grazie!
e..alla prossima!!

notizie marzoline!!

Castelbolognese Marzo 2015:

EccoVi un aggiornamento parziale delle attività del Ciak per questo mese

Continua il laboratorio del mercoledì dedicato alle danze del Mediterraneo
mercoledì 4 Marzo alle ore 21 col maestro Pietro Provenzano

Mercoledì 11 un fuori programma straordinario con una serata dedicata ai balli internazionali con
la Pressapocoband;
appuntamento per le ore 21, abbuffeè eventuale a cura dei partecipanti

Domenica 15 Marzo dalle ore 16 alle 19 pomeriggio di festa danzante con danze Occitane,francesi,
a cura del
Nuovo Controcanto Popolare,abbufeè a cura dei partecipanti..

ps: ovviamente al centro sociale “la torre” a Castelbolognese

eventuali informazioni :

Alberto & Tiziana 3338737022

Buone nuove!!

Castelbolognese Febbraio 2015:

Nonostante le “buriane”delle ultime ore,il programma del Ciak prosegue a pieno regime.

Continua infatti il laboratorio balli popolari il mercoledì sera

Si aggiunge al calendario già stabilito, l’appuntamento con il gruppo

Nuovo contro canto popolare per domenica 15 marzo dalle ore 16 alle ore 19
Al. Centro sociale “la torre” castelbolognese.

Febbraio: .. Va’ fuoco e caccia l’inverno, riscalda la terra e risveglia la primavera!

Uno sguardo nel passato,fra le pagine polverose di storia, per capire,conoscere il senso di ciò che ci tramandiamo,per evitare le insensatezze superficiali del “ridere grasso”
Parliamo di Febbraio, un mese che noi,amanti del folklore,piace festeggiare,attraverso le abituali feste in campagna,come tradizionali “Lom a Merz,che si distribuiscono fra le sopravvissute cascine agricole;o degli agriturismi moderni.Orbene,

Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg. L’etimologia della parola è controversa ma i significati rinviano tutti al senso profondo di questa festa. Infatti Imbolc pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”: ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una lustrazione che purifica dalle impurità invernali.
Invece Oimelc significa “lattazione delle pecore” mentre Imbolg vorrebbe dire ‘nel sacco” inteso nel senso di “nel grembo” con riferimento simbolico al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra e con un riferimento più materiale agli agnelli, nuova fonte di cibo e di ricchezza, che la previdenza della Natura e degli allevatori avrebbe fatto nascere all’inizio della buona stagione.
L’allattamento degli agnelli garantiva un rifornimento provvidenziale di proteine. Il nuovo latte, il burro, il formaggio costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per bambini e anziani nei freddi giorni di febbraio.Imbolc è una delle quattro feste celtiche, dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale. In questa ricorrenza il fuoco è però considerato sotto il suo aspetto di luce, questo è infatti il periodo della luce crescente. Gli antichi Celti, consapevoli dei sottili mutamenti di stagione come tutte le genti del passato, celebravano in maniera adeguata questo tempo di risveglio della Natura. Non vi erano grandi celebrazioni tribali in questo buio e freddo periodo dell’anno, tuttavia le donne dei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce (le celebrazioni iniziavano la vigilia, perché per i Celti ogni giorno iniziava all’imbrunire del giorno precedente).
La croce di Brigid:
In Irlanda, si preparano con giunchi e rametti le cosiddette croci di Brigit, a quattro bracci uguali racchiusi in un cerchio, cioè la figura della ruota solare (che è simbolo appropriato per una divinità del fuoco e della luce); lo stesso giorno vengono bruciate le croci preparate l’anno prima e conservate fino ad allora.La fabbricazione delle croci di Brigit deriva forse da un’antica usanza precristiana collegata alla preparazione dei semi di grano per la semina.
Da non dimenticare inoltre: per i Romani, Febbraio,indicava il rinnovamento dal vecchio al nuovo.
I Saturnali,che ricadevano in questo periodo,rappresentavano dei riti di purificazione che accompagnavano il passaggio del periodo oscuro dell’inverno,alla rinascita in coincidenza della primavera.

Corto ..Febbraio

Castelbolognese 31 Gennaio:
e..rieccoci:
Continuano le danze col bel e gradito laboratorio di balli del Mediterraneo col bravo e preparato maestro
P.Pietro del Mercoledì sera
Inoltre:
domenica 15 febbraio dalle 16.00 alle 19.00 presso il centro sociale di Castel Bolognese pomerggio di Balli Emilano Romagnoli col Duo LUCIO E ANDREA

e..per chi gradisce trasferte amene; un appuntamento oramai rituale col Lume a Marzo
a Purocielo alla fattoria “Mora Romagnola”
dalle 19,30 balli popolari internazionali con la “Pressapocoband”
puntateVi la bussola verso Brisighella-Strada-Casale-Purocielo!!!

info:054650555, 3338737022 Alberto & Tiziana

un girotondo attorno al mondo

…e se la gente del mondo si desse la mano,allora si farebbe un girotondo attorno al mondo…

Scusate,ma in questi giorni ci assale il ricordo,e poi:eccoci, a sbattere il muso, su realtà che abbiamo anche noi contribuito ad ingarbugliare, si può sicuramente ammettere;e che non sono
perfettamente idilliache!!!
Ma andiamo avanti.
Il circolo Ciak,ha iniziato il laboratorio del 2015 dei balli popolari:e, anche per riferimenti alla
circostanze attuali;si tenteranno di insegnare balli dell’area Mediterranea: della Palestina,e Medio Oriente.
La guida ufficiale del corso è l’ esperto “Pietro Provenzano”
Il corso come è oramai abituale, si svolge a Castelbolognese tutti i mercoledì sera alle ore 21
Presso il centro sociale “La torre”..

Ricordiamo che domenica 18 Gennaio dalle ore 16 alle 19 festa del ballo popolare
con il duo Battilani & Palmieri…al centro sociale”La torre”

Un saluto e per informazioni rivolgersi a:Tiziana & Alberto 0546 50555– 3338737022

e..ricordiamoci: La musica e il ballo popolare è condivisione!!

Gennaio : voli pindarici

Sbolognate le feste,i sonnolenti riti dei pranzi,i canditi del panettone,i brindisi con lo spumante…
eccoci ripiombati al quotidiano.

Si riparte col laboratorio dei balli popolari -sempre del Mercoledì sempre al “centro sociale La torre”
Si riparte con una serata di festa con le proposte della Pressapoco band che come promesso saranno gli animatori della serata. Mercoledì 7 Gennaio ore 21

mercoledì 14 gennaio alle ore 21.00 al centro sociale parte il nuovo corso di Danze Popolari animato da PIETRO PROVENZANO intitolato Palestina e Medio Oriente

– domenica 18 gennaio dalle 16.00 alle 19.00 sempre al centro sociale Balli Occitani, Francesi e Internazionali con NUOVO CONTROCANTO POPOLARE (alla grande!!!)

info: 054650555, 3338737022 Alb. & Tiz.

Che volete di più?!!

Ben venga Natale 2014

Oggi siamo seduti, alla vigilia
Di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario.
— Bertolt Brecht
Una lirica triste,ma forse ancora coerente coi tempi!
Orbene,la programmazione del Circolo Ciak,ha subito una lieve modifica.
Cause dovute alla imprevedibilità del vivere quotidiano,la Pressapocoband,non è al momento disponibile ad “onorare” la serata augurale prevista all’interno del corso dei balli popolari di Mercoledì 17 Dicembre.
In tale serata,comunque,il brindisi tradizionale,sarà celebrato dal maestro Siriano,ed inoltre: verranno pure festeggiati alcuni compleanni di corsisti partecipanti.

La programmazione del corso dei balli popolari prosegue,con la domenica 21 Dicembre con la festa pomeridiana con la partecipazione del gruppo “Sbandabalet”
ed il corso riprenderà il mercoledì 7 Gennaio 2015: con l’intervento della Pressapocoband ( direttamente dalla trasvolata ideale irlandese!!); in esclusiva solo per i corsisti nuovi e per gli affezionati inossidabili! ..incrociando debitamente le dita!!!

Con auguri e…manteniamoci al passo!!